LXXV Laboratorio di Musica e tecnologie digitali
Concerto
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Descrizione
Giovedì 26 marzo 2026, ore 17.00 - Sala Concerti
Ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili
"Perché mai gli studi per la pace dovrebbero essere più circoscritti degli studi medici, tanto per fare un esempio? Forse la pace è più facile della salute, meno complessa? E che dire della biologia, lo studio della vita? E della fisica, lo studio della materia? O della matematica, lo studio delle forme astratte? Perché tracciare confini in un campo così terribilmente importante per le sue conseguenze, e così attraente per la mente curiosa e indagatrice?
[...] Allora il campo degli studi sulla pace si apre a nuove aree di competenza: gli studi umanistici, la storia delle idee, la filosofia, la teologia. In altri termini, è un invito a nuove discipline a unirsi nella ricerca per la pace, e agli studiosi di tali discipline a darsi nuovi strumenti."
Johann Galtung
Programma
Nina Perović (1985*) Blue, per pianoforte e fixed media (2025) Elida Fetahović: pianoforte Rodrigo Medeiros: regia del suono
Georg Friedrich Haas (1953*) Ein Schattenspiel, per pianoforte e live electronics (2004) Dolores Privitera: pianoforte Nicola Lucchese: regia del suono e live electronics
Marco Stroppa (1959*) Traiettoria... deviata (da Traiettoria), per pianoforte e suoni generati dal computer (1982-84) Dolores Privitera: pianoforte Marco Billi: regia del suono
Gianangelo Bolzonello Nelle Grave, per flauto, trombone, pianoforte a quattro mani, violino, violoncello e fixed media (2026) Sara Valle: flauto Sebastiano Burelli: trombone Alberto Nocera e Francesco Rocco: pianoforte a quattro mani Sara Mazzarotto: violino Mario Roveda: violoncello Leonardo Zoleo e Gianangelo Bolzonello: regia del suono Tommaso Drigo: direzione (Diploma Accademico di II livello in Composizione e Nuove Tecnologie)
Note al Programma
Nina Perović – Blue for piano and tape electronics (2025)
Blue è una composizione originariamente scritta per pianoforte ed elettronica dal vivo nel 2024 (utilizzando il software Logic Pro), come omaggio al professor Srđan Hofman. Il brano è stato eseguito da Neda Hofman, pianista dell’ensemble Gradilište, alla International Review of Composers in Serbia. Parte di un ciclo incentrato sul tema dell’acqua, la componente elettronica presenta suoni di bolle d’acqua, simbolo della brevità e della transitorietà della vita. La poesia Na lepom plavom di Judita Šalgo fornisce un’ispirazione fondamentale per la struttura musicale e drammatica del brano. Dopo l’esecuzione, la registrazione iniziale è servita come base per rivedere gli elementi elettronici e l’approccio al materiale, culminando nella versione finale della partitura (2025), intitolata Blue for piano and tape electronics.
Marco Stroppa – Traiettoria...deviata (da Traiettoria) (1982-84)
La parte di suoni generati dal computer di Traiettoria...deviata è stata realizzata al Centro di Sonologia Computazionale (CSC) dell’Università di Padova nel periodo 1982-1984. Delle tre parti che costituiscono il ciclo Traiettoria, Traiettoria...deviata è quella che ritengo meno caratterizzante dell’intero ciclo, nel senso che sono già presenti alcune peculiarità dell’intero lavoro (una scrittura molto percussiva ed energica), ma a un livello di sviluppo ancora contenuto, controllato, a cui manca quella tensione e quell’intensità che troviamo nelle successive due parti. Anche il gioco delle parti, tra elettronica e pianoforte, risulta molto più rigido, meno intrigante, e meno accattivanti sono anche i risvolti timbrici di questo gioco che si svolge all’interno di una struttura più schematizzata. (Marco Stroppa)
Georg Friedrich Haas – Ein Schattenspiel [Un gioco d'ombra] (2004)
In Ein Schattenspiel l’intervento del live electronics si basa su un sistema di trasposizione microtonale fondato sulla progressiva riduzione del tempo di riproduzione di un dispositivo di ritardo. Haas pone l’esecutore costantemente di fronte al proprio passato, a ciò che ha appena suonato. Il brano usa figurazioni pianistiche idiomatiche e molto riconoscibili all’ascolto per favorire al massimo la percezione del "gioco d’ombra".
Nella prima sezione compaiono accordi staccati, forti e risonanti, che pongono in vibrazione suoni armonici nel registro medio; cascate di accordi con figurazioni asimmetriche discendenti abilmente studiate per generare specifici campi armonici nella sincronia con le loro iterazioni ritardate. Una terza sezione invita il pianista a improvvisare trilli, tremoli, accordi: le altezze sono però sempre precisate allo scopo di creare – sfruttando le riproposizioni dei materiali – dense strutture che man mano saturano l’intero spazio pancromatico. Le medesime strutture armoniche sono riproposte mediante ossessivi accordi ribattuti.
Una quarta sezione cambia completamente lo scenario sonoro. In questa fase del brano (nella quale gli iniziali 24 secondi di ritardo si sono già parzialmente ridotti) compare una frase melodica – prima ascendente, poi ascendente-discendente – armonizzata mediante intervalli diminuiti. Tale frase, inizialmente proposta ad hoquetus nel gioco del solista con il suo "doppio", man mano sviluppa un canone sempre più stretto per effetto della continua diminuzione del ritardo tra le parti. I "punti di volta" delle frasi sono abilmente studiati per invitare a un fraseggio pianistico naturale e ben riconoscibile, elemento che favorisce la percezione della struttura a canone.
Nella quinta e ultima sezione vengono riprese le strutture ad accordi ribattuti che conducono alla fine del brano mediante un parossistico crescendo di cluster nei registri estremi dello strumento. Sul piano performativo la sfida principale per il pianista è quella di trovare un’articolazione metrica di una certa libertà e respiro fraseologico all’interno della griglia temporale imposta dal sistema di ritardo. (Alvise Vidolin)
Scuola di MUSICA ELETTRONICA Silvia Rosani, Massimiliano Tonelli, Paolo Zavagna
Scuola di PIANOFORTE Anna D’Errico
Scuola di COMPOSIZIONE E NUOVE TECNOLOGIE Renato Miani
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